Addosso lo sente ancora, l’odore dell’animale che la notte di Capodanno le ha distrutto la vita in un bagno chimico alla periferia di Roma.
Lo porta tatuato sulla pelle.
Ed ora che un giudice quell’animale lo ha assegnato ai domiciliari, a casa sua, per buona condotta, insieme al dolore che non passa, la ragazza butta fuori tutto il suo odio.
E il bisogno di giustizia si trasforma in sete di vendetta.
Se “non fanno giustizia come si deve, me la faccio da sola”.
La sua sentenza, la 23 enne stuprata durante un mega veglione la notte del 31 dicembre alla Fiera di Roma l’ha già emessa.
Ed è senza appello.
A casa, A Genoano, è stato difficile ricominciare, dopo quella notte.
Impossibile dimenticare, far finta che sia possibile andare avanti.
Ora che Davide Franceschini, 22 anni, reo confesso di averla violentata, è uscito di prigione dopo solo 48 ore dall’arresto e dalla confessione, davanti alla ragazza si apre di nuovo il baratro.
Al gip Marina Finiti che gli ha accordato i domiciliari, “direi che se l’avessero fatto a sua figlia, vorrei vedere cosa faceva”, è il conato di dolore affidato ai microfoni di Studio Aperto.
Mentre oggi, con tutta probabilità, la procura di Roma deciderà per il giudizio immediato, la famiglia si sente sola, abbandonata.
E allora il primo pensiero non è più quello di chiedere giustizia allo Stato, ma di farsela da soli: << tutte le sere quando va a dormire “domaniche cosa mi può accadere” minaccia tra i denti il padre della ragazza, distrutto – per tutta la vita, si può sposare, avere figli, tanto io lo aspetterò>>.
La sete di vendetta dilaga…
Questa è la notizia che ho appreso ieri dai telegiornali ed oggi dal quotidiano Leggo, sono indignata di tale comportamento da parte del gip che tra parentesi è una donna, se così la vogliamo chiamare, perché per me è più animale del ventiduenne che ha violentato una donna solo per gioco e per effetto di droghe.
Siamo tutti bravi a parlare di giustizia, di grandi poteri e di grandi ma proprio grandi cose, peccato che nel momento del bisogno la giustizia si tiri indietro solo perché la persona in questione fa parte di una buona famiglia, allora non era meglio dire se sei povero non avrai giustizia e se sei ricco e paghi puoi fare ciò che vuoi, compreso violentare e distruggere la vita di una o più ragazze e poi essere libero come l’aria tanto in finale non hai fatto nulla di male.
Questo è il nostro paese, bello florido, rigoglioso e soprattutto molto dedito alla giustizia…
Ora mi domando una cosa:
“E’ stato preso in considerazione il fatto che la vita di una giovane ragazza, che non ha fatto altro che andare a divertirsi è stata distrutta da un giovane che può permettersi di fare ciò che vuole tanto la giustizia è dalla sua parte.. e soprattutto qualcuno ha pensato a come si potrebbe sentire e che trauma ha dovuto subire e le conseguenze che porterà dentro di se in ogni minuto della sua giornata ed in ogni momento della sua tenere vita…..
Nessuno pensa a questo???
Ogni giorno si sveglierà con la paura di uscire fuori casa, si sveglierà con la paura che ogni persona le potrà fare del male e che nessuno la potrà aiutare, ogni giorno avrà il terrore che gli capiterà qualcosa di brutto, ogni giorno si sentirà colpevole di non essersi difesa, ogni giorno cercherà di cacciare l’odore di quell’uomo da se stessa ma invano perché è come un tatuaggio, ogni giorno proverà a cancellare i ricordi ma non potrà sono troppo dolorosi e troppo radicati in se stessa, ogni giorno chiederà giustizia e non la troverà, ogni giorno avrà mille pensieri ma mai uno positivo.
La rabbia è l’ultimo di tutti i mali che si porta dentro, la rabbia non è altro che un mezzo per urlare il suo dolore e la giustizia il mezzo per placarla ma se anche quest’ultima viene a mancare mi chiedo come far uscire quel mostro da dentro lei, la vita le ha giocato un brutto tiro ma ancora peggiore un gip del suo stesso sesso che dopo aver sentito le scuse di un mostro decide che il vero mostro è la ragazza aggredita e non una sua omonima non si schiera dalla sua parte ma la accusa.
Vorrei proprio sapere anche io una cosa: “Se fosse stata la figlia del gip lo avrebbe lasciato agli arresti domiciliari quel mostro che abusa delle ragazze durante i rave??”
Volete la mia risposta: “NO”….
A voi il resto delle considerazioni e spero che a nessuna ragazza capiti mai una esperienza così forte e in totale ma proprio totale solitudine risolverla.