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L'IMPORTANZA DEL SORRISO
ODORE DI PIOGGIA
LE ORIGINI DI HALLOWEEN
VOI LO FARESTE MAI?
LA CASA SUL LAGO.... VORREI VIVERE QUI
SONO STANCA![]() Quale percorso la mia vita! Vuol essere, il mio,
TATA TI VOGLIO BENE
Che dire piccola mia sorella-amica, se non esprimere ancora tutto il bene che ti voglio e che ti vorrò sempre...
Mi sei comunque stata vicino, come una vera sorella-amica.
Senza di te, non avrei potuto apprezzare le gioie di una carezza fatte da una amica come quelle di una madre verso la figlia.
Da oggi, amica mia, spero di essere rinata….
Con affetto. La tua pasticciona… COME RICONOSCERE UN ATTACCO DI CUOREDurante una grigliata Federica cade. Qualcuno vuole chiamare l'ambulanza ma Federica rialzandosi dice di essere inciampata con le scarpe nuove. Siccome era pallida e tremante la aiutammo a rialzarsi. Federica trascorse il resto della serata serena ed in allegria. Il marito di Federica mi telefonò la sera stessa dicendomi che aveva sua moglie in ospedale. Verso le 23.00 mi richiama e mi dice che Federica è deceduta. Federica ha avuto un attacco cardiaco durante la grigliata. Se gli amici avessero saputo riconoscere i segni di un attacco cardiaco, Federica sarebbe ancora viva. La maggior parte delle persone non muoiono immediatamente. Basta 1 minuto per leggere il seguito: Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore dall’ attacco si può facilmente porvi rimedio. Il trucco è riconoscere per tempo l'attacco cardiaco!!! Riuscire a diagnosticarlo e portare il paziente entro tre ore in terapia. Cosa che non è facile. Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un attacco di cuore:
* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà); * Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: oggi è una bella giornata) e non ce la farà; * Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);
Descrivete i sintomi della persona per telefono. Un cardiologo sostiene che se mandate questa è- mail ad almeno 10 persone, si può essere certi che avremmo salvato la vita di Federica, ed eventualmente anche la nostra.
Quotidianamente mandiamo tanta spazzatura per il Globo, usiamo i collegamenti per essere d'aiuto a noi ed agli altri. Sei d'accordo? Io si BOCCIOLO CHE SBOCCIAqualunque fiore tu sia quando verrà il tuo momento sboccerai. prima di allora una lunga e fredda notte potrà passare. anche dai sogni trarrai forza e nutrimento. perciò sii paziente verso quanto ti accade e curati e amati senza paragonarti o voler essere un altro fiore, poichè non esiste fiore migliore di quello che si apre alla pienezza di ciò che è.
E quando si avvererà potrai scoprire che andavi sognando di essere un fiore che aveva sbocciare
J JUST WANNA SCREAMI just wanna scream and lose control
Throw my hands up and let it go Forget about everything and runaway, I just want to fall and lose myself Laughing so hard it hurts like hell Forget about everything and runaway voglio solo urlare e perdere il controllo alzare le mani in alto e lasciarmi andare
dimenticare tutto e fuggire via, sì
voglio soltanto cadere e perdermi ridendo così tanto da starci malissimo
dimenticare tutto e fuggire via MA CHE FREDDO FA di NADAD'inverno il sole stanco FRASI FILMSLa gente spesso definisce impossibili cose che semplicemente non ha mai visto.
Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù.
Ogni minuto che passa è una occasione per rivoluzionare tutto completamente.
Perché, senza l’amaro, amico mio, il dolce non è tanto dolce.
Sono le scelte che facciamo…. che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità.
So che per qualche motivo, ogni passo che ho fatto da quando ho imparato a camminare, era un passo verso di te !!!
Mi piace svegliarmi alla mattina e non sapere cosa mi capiterà o chi incontrerò, dove mi ritroverò. Secondo me la vita è un dono, e non ho intenzione di sprecarla, non sai mai quali carte ti capiteranno nella prossima mano, impari ad accettare la vita come viene… così ogni singolo giorno ha il suo valore !!!
La paura ti rende prigioniero, la speranza può renderti libero.
Io non lo so cosa penserò dei miei sedici anni quando sarò come mio padre. Non so neanche cosa ci sarà dopo la morte. Ora mi sento come se non morirò mai e penso che l’amore conta più di tutto. Conta più della paura di innamorarsi, più della paura di morire, più della voglia di non essere omologati e della voglia di fare qualcosa per cambiare questo mondo… E cambiarlo non è facile…
Senza libertà di scelta non c’è creatività. Senza creatività non c’è vita.
Garantisco che ci saranno tempi duri… garantisco che ad un certo punto uno dei due, o tutti e due, vorremmo farla finita… ma garantisco anche che se non ti chiedo di essere mia lo rimpiangerò per tutta la mia vita, perché sento nel mio cuore che sei l’unica per me.
Ci provi fallisci, ci riporvi fallisci di nuovo, ma il vero fallimento è quando smetti di provare.
E’ come una canzone ecco io posso tenere una nota molto a lungo, in realtà io posso tenerla per sempre, ma alla fine diventa solo rumore è il cambiamento quello che conta. La nota che viene dopo e quella dopo ancora questo ne fa una musica.
La libertà è il diritto dell’anima a respirare.
A volte quando si perde si vince.
Che stupidi che siamo, quanti inviti respinti, quanti…. quante frasi non dette, quanti sguardi non ricambiati…. tante volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.
Avrei preferito avere un solo respiro dei suoi capelli, un solo bacio della sua bocca, un solo tocco della mano che stare una eternità senza.
Se le persone che amiamo ci vengono portate via perché continuino a vivere non dobbiamo mai smettere di amarle. le case bruciano e le persone muoiono, ma il vero Amore è per Sempre.
Da un grande potere, derivano grandi responsabilità.
L’Amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi, io ti dico: buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo? Bhe, dimentica il tuo cervello e ascolta il tuo cuore.
Ogni sera guardo il tramonto e cerco di rapirne l’ultimo calore dopo il suo lungo viaggio, per mandarlo dal mio cuore al tuo.
L’amore più bello è quello che risveglia l’anima e che ci fa desiderare di arrivare più in alto, è quello che incendia il nostro cuore e che porta la pace nella nostra mente.
Il cuore ha le dimensioni di un pugno chiuso ed una forma simile alla pera con la punta rivolta verso il basso. Il cuore è l’organo simbolo dell’Amore, segue il ritmo delle emozioni. Normalmente in una persona adulta il cuore si contrae 60-70 volte al minuto, in una persona innamorata molte di più…. A volte si arriva a 100 senza rendercene conto… Il cuore è l’ultimo ad andarsene…. Anche quando la persona amata ti abbandona… Anche quando tu non vuoi più soffrire, non sei più tu che comandi…. Quando sei innamorato. Quando il tuo cuore batte forte per un’altra persona, non sei più tu che comandi… è lui !!!!
Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo.
Prima di cambiare il mondo,devi capire che ne fai parte anche tu: non puoi restare ai margini e guardare dentro.
E’ soltanto nelle misteriose equazioni dell’amore che si può trovare un’equazione logica.
Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile. LA MIA PELLE E' CARTA BIANCADimmi a che serve restare lontano in silenzio a guardare la nostra passione che muore in un angolo...
La mia pelle è carta bianca per il
tuo racconto
LA SOLIDARIETA' IN OSPEDALEDue uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale. A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un'ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all'unica finestra della stanza. L'altro uomo doveva restare sempre sdraiato. Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto. Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. L'uomo nell'altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno. La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni giocavano nell'acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era una bella vista della città in lontananza. Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene l'altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla. Con gli occhi della sua mente così come l'uomo dalla finestra gliela descriveva. Passarono i giorni e le settimane. Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo. Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo. Lentamente, dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto. Essa si affacciava su un muro bianco. L'uomo chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuorida quella finestra. L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro 'Forse, voleva farle coraggio. ' disse. Vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione. Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata. Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare. Oggi è un dono, è per questo motivo che si chiama presente. L'origine di questa lettera è sconosciuta, ma porta fortuna. Non tenere questa lettera, spediscila agli amici ai quali vuoi augurare buona fortuna.... I VIZI CAPITALII vizi capitali compaiono in Aristotele che li definisce "gli abiti del male". Al pari delle virtù, i vizi derivano dalla ripetizione di azioni che formano nel soggetto che le compie una sorta di "abito" che lo inclina in una certa direzione. Nel Medioevo i vizi sono visti come un'opposizione della volontà umana alla volontà divina. Nell' Età dei lumi la differenza tra vizi e virtù perde importanza, poiché anche i vizi, come le virtù, concorrono allo sviluppo industriale, commerciale ed economico. Dopo il periodo illuminista i vizi compaiono in alcune opere di Kant che vede nel vizio un'espressione della tipologia umana o di una parte del carattere. Da "l'Antropologia pragmatica" di Kant nell' Ottocento sono stati scritti grandi trattati di psicologia umana. I vizi diventano la manifestazione della "psicopatologia" dell'uomo. I vizi diventano quindi malattie dello spirito. I sette vizi capitali sono:
L'AMORE DEVE ESSERE FIERO DI SE E DI TE
ROMA, IN ATTESA DI UN TRAPIANTO..... di Marco De Risi
ROMA (30 settembre) Una vita appesa a un filo. Alla speranza di un trapianto. Tre anni e ancora niente, nessun organo compatibile. Anna (nome di fantasia), 30 anni, impiegata, è in macchina di mattina presto incastrata nel traffico del quartiere Aurelio. Sono tre anni che aspetta un pancreas nuovo dal quale dipende la sua esistenza. Sono le 7.30 giovedì scorso quando squilla il suo cellulare. È un operatore del San Raffaele di Milano che le comunica che l’organo è arrivato ed è compatibile ma è necessario che l’intervento inizi alle 11 e quindi lei per quell’ora deve stare in una camera operatoria dell’ospedale milanese. La contentezza si mischia alla rabbia, all’impotenza. Anna è incastrata in mezzo al traffico non sa come fare. Disperata chiama la madre. La donna si rivolge al 113. Parla in modo confuso, alterato dall’emozione. Non riesce neanche a spiegarsi: «Mia figlia è malata, aspetta da tempo un trapianto. Sono quasi le otto del mattino e se non sta a Milano per le 10.30 per lei è finita». Si era quasi arresa la madre di Anna. Invece, questa volta, è scattato un meccanismo perfetto di assistenza e di solidarietà. Il 113 di Raffaele Clemente non perde un attimo di tempo. Gli agenti rincuorano madre e figlia che si trovano in due diverse zone della città. Intanto i minuti passano e si deve fare presto. Due equipaggi delle “volanti” si catapultano nelle abitazioni delle donne. Un attimo e Anna è già pronta con la valigia. La stessa cosa accade al Portuense per la madre. Le donne entrano nelle macchine della polizia. Hanno quasi paura per come guidano i poliziotti che, però, sanno che devono fare presto. La sirena è accesa insieme ai lampeggianti. Le “volanti” sfrecciano nel traffico con il muso puntato verso l’aeroporto di Fiumicino. Intanto, la sala operativa deve trovare il modo di trovare un aereo che possa portare in tempo Anna a Milano. I poliziotti del 113 scorrono tabelle, orari, contattano i loro colleghi della Polaria. Trovato il volo: un “Air One” delle 8.45. Le “volanti” arrivano come frecce in pista, sotto la carlinga dell’aereo. Madre e figlia vengono fatte accomodare su due posti. Pochi minuti e Roma diventa un puntino lontano. Ma il meccanismo d’assistenza non si ferma. La polizia romana avverte quella milanese che è puntuale nel farsi trovare in pista alla Malpensa. Anche in questo caso le “volanti” a sirene spiegate portano Anna al San Raffaele di Milano. La donna sta per entrare in camera operatoria. Prima di spegnere il cellulare, fa un’ultima telefonata: compone il 113 di Roma: «Sono Anna, ce l’ho fatta, grazie di cuore».
Un in bocca al lupo alla mia collega, con cui non ho un rapporto di amicizia, ma solo di convenzione per la mancanza del tempo di conoscerci e la distanza di un edificio ma, per cui nutro stima per il suo sorriso smagliante che ci regala ogni giorno... Tieni duro Anna, ti rivogliamo tra di noi presto e in forma, ci manchi a tutti un abbraccio caloroso dai tuoi colleghi di ufficio che ti aspettano e ti sostengono a distanza in questa grande battaglia contro la rinascita individuale... Finamente dopo tanto una storia a lieto fine.... la speranza è l'ultima a morire... grazie infinite alle forze dell'ordine che hanno permesso tutto questo... |
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